la libertà della solitudine è disarmante
venerdì 12 giugno 2009
mercoledì 13 maggio 2009
giovedì 5 marzo 2009
una vita di sabbia
ho vissuto una vita di sabbia, che mi è scivolata tra le mani, senza che io riuscissi a trattenere nulla.
solo sono riuscita a tenerla tra le mani quando la rena era bagnata: dalle lacrime.
quello che resta è il dolore: sabbia bagnata e pesante.
altro che resta sono i ricordi: i sassi pesanti che restano sul fondo.
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chi cerca non trova
ho trovato in te ciò che ho sempre cercato.
ho cercato in te ciò che non ho mai trovato.
non ho trovato mai nulla di ciò che cercavo.
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martedì 24 febbraio 2009
confusione
per amore
o
per odio
?
per solitudine
...
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mercoledì 18 febbraio 2009
come prometeo

come prometeo, ho voluto il fuoco.
e ho bruciato, e ho voluto che altri bruciassero.
ahi, quanto mi piaceva quel calore!
bruciavo e non pensavo che gli dei si sarebbero arrabbiati, non pensavo di portare via niente a nessuno.
invece mi sono ritrovata incatenata a questa roccia; e così da quel giorno, tutti i giorni, arriva quella dannata aquila (o forse dannata sono io??) a mangiucchiare il mio fegato.
così da quel giorno, tutti i giorni, continuo a soffrire a causa di quel fuoco che tanto avevo desiderato. e vorrei ancora quel fuoco, per allontanare l'aquila; invece sono qua incatenata e non riesco più a muovermi.
ahi, quanto è dolorosa ogni giornata!
e alcune volte ho il dubbio che se anche le catene che mi tengono bloccata su questa roccia si sciogliessero, io rimarrei qui ferma ad aspettare l'aquila, tale è ormai l'abitudine della sua visita; forse prima o poi faremo amicizia.
e con quel fuoco ora brucia qualcun altro: forse qualcosa di buono, in tutta questa storia, rimane.
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lunedì 1 settembre 2008
esplosione paranoica
metti che esiste una cosa, forse una persona, che desideri con grande forza. metti che non c'è nulla che tu possa fare per averla, non c'è proprio più niente da fare. metti che non capisci come quella cosa possa davvero renderti felice, ma non puoi smettere di desiderarla.
allora quel desiderio diventa sempre più forte: più ti rendi conto di non poterlo realizzare, più esso diventa forte e ossessionante.
nel tuo cuore si aggiungono e si sommano dialetticamente voci opposte: lo voglio, non si può, lo voglio, non si può, lo voglio non si può, lo voglio non si può, lovogliononsipuò, lovogliononsipuòlovogliononsipuòlovogliononsipuò...
contrariamente a qualsiasi movimento dialettico che si rispetti, in questo caso non si arriva ad un accrescimento di sapere o di esperienza; si arriva solo ad un accrescimento di paranoia.
sale l'agitazione, cresce l'ansia, ti logori tra la forza del tuo desiderio e l'impertinenza della tua impotenza. questo movimento (genuinamente dialettico o meno) crea dei vortici nel tuo petto, senti muoversi dentro flussi di emozione, che ti bloccano il cuore e lo stomaco; questi si scaldano, fino a che senti qualcosa di simile ad una lama incandescente conficcata nel petto.
e, per la miseria, fa davvero molto male. chi avrebbe pensato che potesse fare così male??
allora decidi che è il momento di razionalizzare: questa cosa che si muove nel cuore, questo turbinio di desiderio e impotenza, da emozione deve diventare pensiero. così bisogna riuscire a spostare questa patata bollente dal cuore al cervello: bisogna sospingerla fino a lassù.
non è semplice: è calda, e via via che si muove blocca i polmoni e ti manca il respiro, poi deve passare per la gola e hai la sensazione di aver inghiottito un sasso.
infine arriva a destinazione: entra nella testa e il tuo cervello la accoglie. purtroppo però non sa cosa farsene: la gira e la rigira, ma non è in grado di gestirla. comincia la trasformazione in pensiero, ma non ci riesce, il risultato è un abbozzo di pensiero confuso che inizia a sua volta a trottolare nel cranio senza sosta. e invece di un pensiero, o due, o tre... ti ritrovi nella testa una sorta di maionese impazzita che si gonfia sempre più. si gonfia e continua a gonfiarsi, e tu senti che si avvicina il momento dell'esplosione: quando smetti di sperare che si formi un pensiero sensato, perché ti rendi conto che il tuo cervello non è proprio in grado di crearlo, allora cominci a sperare che arrivi presto l'esplosione, perché il tormento non è più sopportabile.
BBBBBOOOOOOOOOOOOOMMMMMM
poi, non resterà altro che un buco nero.
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mercoledì 20 agosto 2008
romanticismo
mi sento in uno di quei romanzi del romanticismo tedesco, il cui protagonista è un amore esasperato e totalizzante, senza lieto fine: se rileggessi ora il werther potrei impazzire.
come nei romanzi, nelle poesie e nelle canzoni, mi trovo di fronte ad un sentimento quasi incredibile, che non si affievolisce né con il tempo né con la volontà. volontà forse troppo debole, sentimento forse troppo forte.
è una situazione irreale, da romanzo!
sento il mio desiderio forte quanto il suo rifiuto, sento la mia voglia di lottare forte quanto la mia impotenza.
questo moto potente al di fuori della mia persona, in uno slancio di amore disperato centrato su una persona, si scontra contro un muro di indifferenza; si frantuma così in tante gocce che si disperdono. ricadono poi tutto intorno, e sento di amare la straordinarietà del mondo. posso riempire il mio spirito con lo scorrere impetuoso dell'acqua di un fiume, con la maestosità imponente di un paesaggio montano, con la placidità del mare tranquillo, con la forza e la rabbia del mare tempestoso. ogni elemento della natura risveglia e riempie i miei sensi; posso godere di emozioni disparate, che poi si riunificano in quel moto verso l'esterno che ritrova il suo obiettivo in quella persona. è un moto continuo e circolare tra gioia e dolore, tra pace e ansia, tra potenza e impotenza.
è un flusso che si disperde, poi si riunifica in un movimento infinito. e anche io sono sempre in movimento. è un movimento espansivo ed inclusivo che mi tiene viva e reattiva.
godo della forza della mia emozione anche quando la sento nel dolore.
e questo flusso vitale nulla ha a che fare con la fuga, la distrazione o la psicosi, come qualcuno vuole farmi credere. è solo amore e curiosità ed espansione nei confronti del mondo. chi lo condivide è fortunato, chi lo capisce non lo giudica, chi non lo capisce taccia!
credevo che questo flusso di emozioni, concentrato su di lui, sarebbe stato restituito al mondo con la fine della nostra relazione. invece continuo ad essere prigioniera di questa circolarità infinita e il mio spirito ricade sempre dove è lui.
mi rendo conto che questo moto di espansione, quando lui era al mio fianco, rappresentava una forza unica e potente. rappresentava la mia forza sul mondo, la mia completezza. non aveva mai motivo di disgregarsi e scorreva ogni volta più forte, arricchito dalla somma di emozioni con diversa origine.
la sua lontananza mi ha frantumata, e ora mi sembra tanto difficile ricomporre il mio spirito.
è questo il problema, da qui nasce la mia ansia.
lui mi manca molto, nel profondo del mio spirito.
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lunedì 4 agosto 2008
super vacanza in slovenia
metti che ho tanto bisogno di vacanza: mai come in questo momento ho bisogno di una vacanza. metti che da un anno vado ripetendo di voler conoscere il Soca, meta di pellegrinaggio dei canoisti di tutta europa (e non solo). metti che ho perduto il mio maestro di canoa e ho ancora molto da imparare.
soluzione a tutto: un corso di canoa in alpin action!!
non finirò mai di ringraziare sabina per aver organizzato tutto e avermi ospitato per l'intera settimana!
un'ospite straordinaria che mi ha coccolato e viziato per tutta la mia permanenza.
domenica 27 luglio:
la partenza da milano alle sette e mezza della mattina si è rivelata una scelta vincente: abbiamo viaggiato bene e senza traffico.
abbiamo chiacchierato per tutto il viaggio, e nemmeno ci si è seccata la gola!
siamo arrivate a destinazione proprio per ora di pranzo!
ci ha accolto una casa grande e fresca; l'odore di legna tagliata e la luce che filtrava dalle imposte appena aperte mi hanno subito emozionato.
preparato il mio lettuccio in cameretta, abbiamo allestito il pranzo e riposato con calma in cortile. le montagne intorno, il sole, il cielo azzurro abitato da stormi di rondini mi hanno messo a mio agio e mi hanno aiutato a stemperare la tensione, che già cominciava a salire in previsione di una settimana intensa in fiume.
il resto lo ha fatto poi la birra!
nonostante il caldo, non potevo rinunciare ad una passeggiata al fiume: arrivata sul ponte sono rimasta senza fiato: non ci sono parole né immagini per descrivere la trasparenza dell'acqua e il candore delle rocce e il verde dei boschi. un paradiso che bisogna conoscere!
lunedì 28 luglio:
mi sono svegliata di soprassalto alle 5.45, stordita e quasi spaventata dalla vivace scampanata del mattino: il campanile di trnovo suona con allegria, per circa tre minuti continuati, per tre volte al giorno: alle 5.45, alle 12.00 e alle 21.00; per tutta la giornata batte ogni quarto d'ora e ogni ora. per fortuna tace tra le 22.00 e le 5.45!
ad ogni modo, una settimana non è sufficiente ad abituarsi alla scampanata mattutina!
dalla finestra aperta entrava un buon profumo di bosco, ma sono rimasta delusa quando ho visto il cielo grigio e nuvoloso. mi sono nuovamente appisolata, lottando contro le campane ogni quarto d'ora e finalmente, quando mi sono alzata, ho trovato il cielo azzurro e limpido!
a mezzogiorno ero pronta, con la barca in spalla, per la prima lezione!
come al solito ero in stress: saliva la già conosciuta ansia pre-imbarco e continuavo a domandarmi perché mai non avessi scelto una tranquilla vacanza in spiaggia. temevo inoltre di fare grossi errori e grandi figuracce.
intanto piero mi spiegava che per i primi giorni avremmo lavorato su un tratto di fiume piuttosto semplice e avremmo studiato bene i fondamentali: non c'era proprio alcun motivo di aver timore. tuttavia, fino al momento in cui siamo entrati in acqua, l'ansia ha continuato a crescere; dopo le prime pagaiate in quell'acqua cristallina, ho cominciato a sentirmi a mio agio. il fiume ti chiama, ti invita ad entrare nelle sue acque: è impossibile resistergli!
ammetto di essermi spesso distratta, guardando il paradiso che mi circondava, ma ho seguito bene piero, cercando di correggere la posizione, la pagaiata, il movimento delle gambe. purtroppo sono così scoordinata che quando mi impegno per correggere un difetto, trascuro tutto il resto e ne emergono di nuovi; ma pagaiando e traghettando, entrando in morta e poi in corrente, il mio corpo ha cominciato ad abituarsi e a muoversi con maggiore coordinazione.
seguivo fedelmente piero, quando l'ho visto infilarsi deciso in una morta ribollente tra due sassi: sono rimasta un po' perplessa. in quel punto il fiume è abbastanza largo da offrire un passaggio più che agevole sia a destra che a sinistra di quell'ostacolo: perché passare proprio di lì??? consapevole dell'importanza di quell'esercizio e del fatto che MAI avrei potuto dire al mio maestro "io lì non ci vengo", mi ci sono buttata dentro, ma con poca convinzione: ero quasi sicura di esserne già fuori, quando la morta mi ha risucchiato indietro. accettata la sconfitta, che già avevo previsto, ho lasciato la pagaia e afferrato la maniglia del paraspruzzi. in un attimo ero fuori dalla canoa; dopo aver spinto la barca fuori da quella morta prepotente, con qualche bracciata decisa sono riuscita ad uscirne anche io; la pagaia invece è rimasta qualche secondo in verticale a girare in quel gorgo, come disegnando un cono rovesciato!
ecco il primo bagno: con le orecchie basse ho vuotato la barca e ho ricominciato a pagaiare cercando qualche scusa con me stessa che chiaramente non ho trovato.
alla fine della discesa ero comunque soddisfatta, tirando le somme della intera lezione...
allo sbarco, nel laghetto della cava, abbiamo trovato il buon bradimir che mi aspettava per riportarmi al pickup e quindi alla base. per orgoglio ho deciso di portare da sola il mio kayak fino alla strada: e non ho desistito nemmeno quando il fiato è venuto a mancare e le gambe han cominciato a cedere! 300 mt in salita con la barca in spalla... sob!
scoprirò poi l'imbarazzo di bradimir nell'accompagnarmi per la salita con la sola pagaia in mano... ma non avrei mai potuto farmi portare la barca! (in verità venerdì l'ho lasciata a lui, ad uno sbarco più agevole: non potevo rischiare che si offendesse!!)
dopo un tranquillo pomeriggio trascorso a riposare le stanche membra, in visita a caporetto e al vicino ponte di napoleone, ho scoperto dal mio maestro che quel mio bagno del mattino era ovvio e scontato! meno male!
martedì 29 luglio:
abbiamo affrontato il medesimo tratto di fiume, ma l'ho fatto molto meglio.
la pagaiata era più precisa, l'ingresso in morta più morbido e decisivo, l'assetto nella canoa più equilibrato.
ancora molti esercizi in acqua piatta: dentro e fuori dalle morte, traghetti impegnativi tenendo in equilibrio una bottiglietta vuota sulla punta della canoa. dopo i primi tentativi assolutamente fallimentari, sono riuscita finalmente portare quella bottiglia almeno dall'altra parte del fiume!
già mi sentivo meglio in acqua, e con una nuova sicurezza ho affrontato quello strano passaggio in morta, con cui avevo litigato il giorno prima, uscendone vincitrice!!
allo sbarco ero raggiante, contenta e soddisfatta e carica di adrenalina!
la salita verso la strada con la barca in spalla è stata meno difficile del giorno precedente e sono rientrata a casa con un sorriso che univa le orecchie!
nel pomeriggio abbiamo deciso di risalire la valle in macchina, per vedere la cascata di boka (purtroppo con poca acqua) e seguire il corso di quel fiume incredibile. purtroppo un guasto all'automobile ci ha bloccato dopo una ventina di chilometri! assistite da piero, che prontamente è venuto a recuperarci (l'attesa del carroattrezzi sarebbe durata ore!) siamo rientrate in tempo per ripartire per un'escursione a cavallo: speravo che sabina venisse con me, ma non sono riuscita a convicerla. sono partita quindi con una coppia inglese, in sella ad una cavallina avelignese con cui ho litigato fino al rientro in scuderia.
ho montato altre volte da ragazzina, così ero convinta di avere un poco di esperienza; inoltre piero mi descriveva i suoi cavalli come cavalli-mucca per la loro docilità; invece è stata una lotta senza fine contro questa bestia che si preoccupava solo di mangiare fiori, arbusti e simili! queste pause di merenda ci costavano un ritardo che veniva poi recuperato a passo di trotto o di galoppo!! su consiglio di igor, la nostra guida, ho iniziato a parlare a questa cavallina: le ho raccontato della mia vacanza, della lezione in canoa della mattina, dei miei disastri sentimentali. così finalmente si è un poco calmata. ho poi saputo che la sera in scuderia era un po' isterica. io invece son scesa di sella stremata. mah! i cavalli proprio non li capisco.
inutile spiegare che a fine giornata ero stanca e molle: appena dopo cena son crollata nel letto!
mercoledì 30 luglio:
sveglia presto: imbarco alle 9.30!
è molto bello imbarcarsi a quell'ora: la spiaggia è deserta e in fiume non si trova nessuno, l'acqua brilla sotto il sole del mattino, i paperi sguazzano in qualche morta.
salendo, piero mi spiegava che saremmo arrivati fino a trnovo: allora finalmente ero pronta! ero emozionata, ma ancora non stressata.
simon ci ha accompagnati per un piccolo pezzo, per poi proseguire la discesa più rapidamente. ho fatto con lui qualche esercizio curioso, entrando in morta con gli occhi chiusi.
incredibile!!! ho fatto un poco di lezione con simon westgarth??!!
piero ed io siamo rimasti a fare ancora esercizi nel primo tratto di fiume: così sono riuscita a rimediare un paio di bagni cercando di alzarmi in piedi e di mantenere la posizione eretta sulla canoa.
poi è giunto il momento di proseguire nel tratto di fiume più impegnativo: nonostante il riscaldamento e la pratica fatti finora, all'ingresso della prima rapida ero alquanto nervosa; sono passata, ma ho sbagliato il passaggio: nulla di grave, ma avrei dovuto chiudere subito a destra, invece mi son lasciata trasportare dalla corrente.
ad ogni passaggio piero mi spiegava nei dettagli cosa avrei dovuto fare e disegnava davanti a me una linea perfetta, che però non sempre riuscivo a seguire con precisione: così ho sbagliato diversi passaggi; fortunatamente, ne sono sempre uscita con la testa fuori dall'acqua!
abbiamo insistito in diversi passaggi, perché riuscissi a farli correttamente, e qualche risultato lo abbiamo ottenuto! (me ne sarei accorta in particolare durante le discese successive).
piero ha davvero una grande pazienza ed un forte metodo didattico: con lui mi sentivo sicura ed ero in grado di fare manovre che mai avrei pensato di poter fare!
ho cominciato a stupirmi di me stessa. sarò altrettanto brava quando sarò da sola??
il paesaggio intorno a me diventava ad ogni metro più bello e affascinante, e ancora spesso mi capitava di distrarmi guardandomi intorno...
grandi rocce bianche, acqua trasparente, spiagge candide, cielo azzurro e boschi rigogliosi: incredibile ed indescrivibile.
a fine discesa, sbarcando a trnovo appena prima del campo slalom, ero estasiata ed eccitata: in quel momento tutto era bello, ero felice. ho dimenticato tutte le paranoie, le tristezze, le difficoltà e le paure: ero semplicemente ed ingenuamente FELICE!
carica e motivata, quando è arrivato andrea nel pomeriggio, mi sono unita a lui per la discesa. siamo entrati in acqua al laghetto della cava, perché era tardi e non avremmo fatto a tempo ad uscire dall'acqua entro le 18.00, come prevede il regolamento regionale. eravamo comunque in ritardo e mi sentivo una clandestina del fiume...
mentre ci avvicinavamo all'imbarco, lungo la solita infinita strada (che ora percorrevamo fortunatamente in discesa!) andrea mi spiegava di quanto gli piace scendere in fiume da solo: ormai lo conosce benissimo ed è sicuro, ha i suoi tempi di discesa e di gioco, non deve rendere conto a nessuno e sente di avere una maggiore concentrazione. intanto io mi sentivo di troppo! lui mi ha rassicurato spiegandomi che a volte si diverte anche a fare una discesa in compagnia; non sapeva ancora come sarebbe andata a finire!!!
sono partita abbastanza decisa, ma più o meno a tre quarti della discesa, nella rapida dopo il grande sasso sifonato, un'onda mi ha rovesciato: credo proprio di aver sbagliato la linea, mi son lasciata portare dall'acqua verso destra e mi sono poi ritrovata in una banana d'acqua alla fine della rapida. e dire che piero mi aveva ben spiegato la linea corretta; in verità ci ha provato anche andrea, quando eravamo fermi in morta! forse ero stanca, forse ero molle.. chissà: ad ogni modo ho sbagliato!
ho recuperato la riva con poche bracciate ma ho perso tutta l'attrezzatura: andrea è sceso all'inseguimento della canoa, mentre io cercavo da riva la pagaia. la prima è scesa per non so quante centinaia di metri lungo il fiume prima che il mio compagno di discesa riuscisse a fermarla, nonostante i sacchi di coda fossero ben gonfi; la seconda è stata fermata da un gruppo di canoisti che si trovava un po' più a valle. così sono stata costretta ad un lungo trekking, prima di ritrovare andrea che poi mi ha accompagnato al traino in acqua, fino al mio kayak!!
intanto diluviava e sul fiume si era formato uno strato di nebbia spesso circa due metri, che dava alla valle un aspetto molto fiabesco e quasi spettrale.
con le orecchie basse, ho raggiunto lo sbarco alquanto abbacchiata. mi sentivo anche a disagio con andrea che aveva dovuto rinunciare a parte della discesa per recuperare la mia canoa... forse per lui sarebbe stato davvero conveniente scendere in solitaria, piuttosto che in compagnia della mia barca vuota, anzi piena d'acqua!
e anche questa volta, subito dopo cena, son crollata!
giovedì 31 luglio:
mi sono svegliata presto per andare a lezione e non riuscivo a muovermi. ero così stanca e indolenzita da camminare nel modo dei culturisti: rigida, a gambe larghe, con le braccia distanti dal busto. che fatica quelle scale!!!
tuttavia poi, in acqua, ho riacquistato prontamente la mobilità necessaria.
piero mi ha spiegato i buff! ne avevo sempre sentito parlare, ma non avevo mai capito esattamente la dinamica dell'operazione! infatti, le prime prove che ho fatto sono state proprio fallimentari: mi agitavo e dimenavo come una furia per sbattere contro i sassi!
la discesa è stata ancora più divertente del giorno precedente: perché io sono stata più brava! ancora tardavo nell'impostazione della traiettoria: ci ho messo un po' prima di capire come mettere la barca impostando l'ingresso in rapida! ho vinto su alcuni passaggi con cui avevo un conto in sospeso dal giorno prima e ne ho sbagliati altri: ma la soddisfazione di sentire dentro di me tali progressi e miglioramenti era impareggiabile. ero sempre più brava ed ero sempre più felice!
nel pomeriggio ho deciso di riposare e così siamo rimasti quasi tutto il pomeriggio al baraka a bere birra, ritrovandoci poi come bambini ubriachi a giocare con le cannucce!! tale relax era per me davvero necessario...
venerdì 01 agosto:
l'ultima lezione è stata ancora più emozionante: in fiume quasi non mi riconoscevo.. quanti cambiamenti rispetto alla mia discesa di lunedì! parevo proprio una nuova persona. ancora ho dovuto lottare contro alcuni passaggi con cui ho aperto un conto che salderò appena potrò tornare là!
e infine, ho chiuso la discesa con un buff su un buco che mi ha stupito! sono rimasta quasi interdetta quando ho sentito la barca scivolare via così fluidamente...
ma come ho fatto?? sono stata davvero io a farlo??? WOW!!
nel pomeriggio, passeggiata rilassante a slap kosjak, lungo un sentiero fresco e boscoso, fino in una gola verde e fiabesca. l'acqua scende da una grande spaccatura nella roccia e il sentiero, tra guadi e passerelle, arriva fino alla pozza sotto alla cascata. è un ambiente davvero incantevole!
che magia...
sabato 2 agosto:
tutto finito: la mattina ho dormito, poi ho messo tutto in ordine, carciato l'auto, salutato tutti. all'una ero pronta a partire, con la speranza di non trovare troppo traffico.
dopo una piccola pausa per aperitivo con andrea a cividale, ho definitivamente ripreso la strada per casa!
è stato un viaggio terribile: per fortuna non ho trovato molto traffico, ma son rimasta ferma quasi un'ora alla barriera di venezia. il condizionatore della macchina ormai è scarico e ho patito il caldo come mai nella mia vita.
e non ero nemmeno troppo contenta di rientrare a milano!
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ancora tanto silenzio
mesi di silenzio questa volta: i mesi più difficili della mia vita.
la lunga malattia, l'intervento, la ricaduta.
la tesi che non riesco a scrivere.
l'amore perduto e con esso le speranze, i sogni, i progetti per il futuro. perduto anche il senso di tante esperienze, il significato dei ricordi più belli.
rimane la consapevolezza di una grande illusione.
rimane la consapevolezza di un vuoto che mi ha lacerato brutalmente e contro cui invano ho cercato di lottare; ho finalmente rinunciato a questa lotta e ora non mi resta altro che rassegnazione. ho capito molte cose e ho scacciato le speranze: ho spento l'illusione ed ho imparato a convivere con la mia infinita tristezza.
non ho smesso di amarlo, né di aspettarlo, né di cercarlo nei miei ricordi, ma ho smesso di credere alla mia ultima e più grande illusione.
nulla sarà più come prima: ora devo riuscire a riordinare la mia vita con un senso nuovo.
devo imparare e porre me stessa al centro del senso della mia vita.
so che questo cambiamento sarà difficile, ma non so se sarà possibile.
chissà...
intanto mi piacerebbe sapere cosa si prova ad essere amati: non ne ho idea.
chi può spiegarlo?
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